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Scommesse, Cassazione conferma condanna per intermediario di bookmaker senza concessione: “Ha operato due anni senza autorizzazione”

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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro mesi di reclusione per un agente intermediario, collegato a un bookmaker estero privo di concessione, finito sotto processo per aver esercitato «attività di raccolta scommesse in assenza di autorizzazione del Questore».

I giudici supremi hanno respinto il ricorso dell’imputato contro la sentenza della Corte di Appello di Potenza, che pure aveva confermato la condanna arrivata in primo grado dal Tribunale di Matera. L’intermediario, ricorda la Cassazione, esercitava «un ruolo attivo nella organizzazione e nella gestione dei rapporti di scommessa», consistente in particolare «nel mettere in contatto lo scommettitore con un bookmaker straniero a sua volta privo di autorizzazione».

A differenza di quanto sostenuto dalla difesa, i giudici escludono che la società di betting in questione sia stata discriminata e non abbia avuto la possibilità di partecipare alle gare per le concessioni. «L’imputato ha acquisito l’autorizzazione necessaria solo nel mese di aprile del 2015», prosegue il Collegio, sottolineando che per due anni questi ha «operato illecitamente». «L’esercizio dell’attività abusiva da parte dell’imputato nel corso degli anni 2013 e 2014, prima del conseguimento dell’autorizzazione nell’anno 2015, denota una certa gravità del fatto», concludono i giudici.

 

Fonte: LL/Agipro