CONSIGLIO DI STATO

Gioco online, Tar Lazio: decisiva la legge di stabilità 2016, concessioni in scadenza valide fino al 31 dicembre 2022

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Le concessioni di gioco online “comunitarie”, in scadenza tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, devono essere considerate valide fino al 31 dicembre 2022. È quanto ha stabilito il Tar Lazio accogliendo i ricordi di circa 30 operatori del settore, a cui l’Agenzia Dogane e Monopoli aveva comunicato l’imminente scadenza della concessione. Il tribunale amministrativo interpreta in senso favorevole alle società quanto stabilito dalla legge di stabilità 2016, che aveva previsto «una necessaria e unitaria proiezione estensiva al 31 dicembre 2022» di tutte le concessioni online attive al momento della sua entrata in vigore.

Attualmente, oltre alle concessioni in scadenza, è operativo un altro gruppo di circa 50 concessioni online, assegnate dopo la gara del 2018 e valide fino a fine 2022.
Per quelle “comunitarie” (previste cioè dalla legge comunitaria 2009), l’Amministrazione «avrebbe dovuto espressamente recepire l’applicazione» della legge di stabilità, invece di considerare l’originaria scadenza della concessione. «Proprio quella scadenza convenzionale – si legge nelle sentenze pubblicate oggi – era stata oggetto di modifica da parte del legislatore».

La proroga prevista dalla legge di stabilità «persegue interessi pubblici prima ancora che privati in quanto tende a garantire la continuità delle entrate erariali e a contrastare il gioco illegale» e il legislatore «ha ragionevolmente inteso perseguire tale interesse proprio attraverso l’individuazione di un unico termine di efficacia finale valido» per tutti e due i gruppi di concessioni attive.

La mancata proroga delle concessioni in scadenza, in assenza di una nuova procedura di gara, «avrebbe un effetto distorsivo della stessa concorrenza poiché comporterebbe la riduzione dei concessionari allo stato esistenti sul mercato dei giochi pubblici». Ne consegue quindi che la convenzione di concessione stipulata da Adm con i concessionari «è da ritenersi ancora in corso fino alla data del 31 dicembre 2022»

 

FONTE – LL/Agipro