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Slot, Cassazione: Preu non versato, necessario accertare consapevolezza gestore prima della condanna per peculato

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Tornerà per un nuovo giudizio alla Corte di Appello di Bologna la vicenda giudiziaria di un gestore di slot machine, condannato per peculato sia dal Tribunale di Rimini che in secondo grado. È quanto ha stabilito la Sesta sezione penale della Cassazione nella sentenza che annulla con rinvio la decisione dei giudici emiliani. L’imputato era stato riconosciuto colpevole «per l’appropriazione di somme costituenti preu e il canone» dovuto all’Agenzia Dogane e Monopoli. In realtà, scrive la Cassazione, la Corte di appello «si è limitata ad esaminare il solo tema della configurabilità del reato di peculato», ma ha omesso «l’esame del motivo di appello riguardante l’elemento psicologico del reato». I giudici bolognesi dovranno dunque accertare «la consapevolezza e volontà dell’appropriazione» delle somme da parte del gestore, che aveva già trovato un accordo transattivo con il concessionario. LL/Agipro

 

Fonte agipronews