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Scommesse e Ctd, licenze di polizia senza concessione: il Tar Basilicata conferma il no

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ROMA – Senza la concessione del Ministero delle Finanze non si può avere la licenza di polizia per raccogliere scommesse: è quanto ha ribadito con sei sentenze il Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata, che non ha accolto i ricorsi presentati dai titolari di alcuni centri – collegati all’operatore Stanleybet – a cui le Questure di Potenza e Matera avevano negato la licenza di polizia.
“Alcune parti dell’originario sistema normativo italiano (inclusi alcuni bandi di gara) costituivano in passato una discriminazione per gli altri operatori autorizzati dagli altri Stati comunitari – si legge nelle sentenze – ma la recente normativa italiana ha eliminato del tutto tale tipologia di discriminazione”. Le esigenze di controllo previste dal sistema italiano delle scommesse perseguono lo scopo principale di “controllare l’attività della criminalità organizzata, che può agevolmente infiltrarsi nel sistema di scommesse ove esso non sia disciplinato tramite un rigido sistema autorizzatorio”, dunque “la qualità di concessionario costituisce presupposto imprescindibile. Non si può invece pretendere la disapplicazione delle norme statali, prevista per Stanleybet da una sentenza della Cassazione, che interviene però sui reati penali e non sulle vicende amministrative. “L’illegittimità (eventuale) di alcuni bandi per le concessioni, cui la Stanley non ha partecipato – si legge ancora – non rende la ditta esente dall’assoggettamento alla disciplina interna ormai divenuta conforme ai principi europei”.
Fonte Agipronews