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Puglia, legge sui giochi sospesa per sei mesi: salve per ora circa 700 aziende

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Il Consiglio regionale della Puglia, riferisce Agipronews, ha sospeso l’entrata in vigore della legge sul gioco, prevista per il prossimo 20 dicembre. Con 22 voti favorevoli, l’Assemblea ha approvato l’emendamento a firma di Domenico Santorsola (Noi a Sinistra per la Puglia) che stabilisce una proroga «di non oltre sei mesi», in attesa del riordino normativo nazionale. Il punto in discussione della legge riguardava la durata delle licenze esistenti al momento dell’entrata in vigore della normativa, approvata nel 2013. Il testo prevedeva che decadessero dopo cinque anni dall’approvazione e che il rinnovo fosse concesso solo agli esercizi in regola con il distanziometro. In sostanza, tutti i punti di gioco ubicati a meno di 500 metri dai luoghi sensibili sarebbero stati considerati fuori legge a partire dal 20 dicembre 2018. La modifica approvata modifica l’emendamento presentato dal consigliere Leu Abaterusso, che disponeva una proroga delle licenze fino all’approvazione di una legge nazionale sui giochi.

La mattinata era stata tesa a Bari, in Consiglio Regionale e fuori, dove si erano radunati oltre tremila operatori e lavoratori dei giochi, per manifestare in favore della proroga. L’agitazione nel settore era montata nei giorni di vigilia del voto, per la ventilata opposizione di una parte della maggioranza che fa capo a Michele Emiliano. La manifestazione è stata organizzata dai sindacati e ha visto la partecipazione compatta delle associazioni di operatori. La protesta, che nei giorni della vigilia si è allargata ad altre regioni, è diventata forse la prima presa di posizione di carattere nazionale da parte del settore. In Romagna, dove pure la legge regionale mette a rischio la maggior parte delle licenze, si è registrata una serrata delle sale fino alle 13, in segno di solidarietà. Notizie di adesioni sono arrivate anche da Lombardia e Toscana.

«C’è un settore sull’orlo dell’esplosione, con una base compatta che è pronta a farsi sentire. Non è un problema di lobby, ma di interesse generale: per lo Stato, per i lavoratori del settore, per i cittadini», ha detto ad Agipronews Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016 e punto di riferimento storico del comparto. Sulla stessa linea Massimiliano Pucci, presidente dell’associazione di gestori Astro: «Finalmente il settore è unito, gli operatori hanno compreso la gravità del momento: alla manifestazione in corso a Bari sono presenti tabaccai, gestori di agenzie di scommesse e gestori slot. Il settore è questo, crea posti di lavoro e sviluppo economico; a differenza di quello che raccontano i media non siamo solo finanza e stock option». Così Pino Giove, vicepresidente dell’associazione di settore Agisco: «L’applicazione della legge regionale sarebbe un disastro: la norma sul “distanziometro” comporterebbe la chiusura delle sale da gioco autorizzate e legali, e lascerebbe in mano alla criminalità il settore».

COSA PREVEDE LA LEGGE REGIONALE – La legge da modificare è quella approvata il 13 dicembre 2013. Disciplina l’esercizio delle sale da gioco e l’installazione di apparecchi da intrattenimento (slot e Vlt), “nonché ogni altra tipologia di offerta di gioco con vincita in denaro”. Secondo l’articolo 7, l’autorizzazione all’esercizio non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a cinquecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali e strutture sanitarie. Ai comuni è data peraltro facoltà di individuare altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l’autorizzazione.

Il punto messo in discussione dall’emendamento Abaterusso riguarda la durata delle licenze esistenti al momento dell’entrata in vigore della normativa. Il testo prevede che decadano dopo cinque anni dall’approvazione e il rinnovo sarà concesso solo agli esercizi in regola. In sostanza, tutti i punti di gioco ubicati a meno di 500 metri dai luoghi sensibili saranno considerati fuori legge a partire dal 20 dicembre 2018.

Secondo un recente studio dell’Eurispes, l’applicazione della legge regionale, in caso la modifica non venga approvata, brucerà 9 mila posti di lavoro e porterà alla chiusura dell’80% delle rete legale. Sono 2.891 i posti di lavoro che verranno persi negli “esercizi dedicati” – come sale bingo, agenzie di scommessa e sale dedicate – a questi si aggiungono 5.151 lavoratori «degli “esercizi generalisti” che offrono gioco legale», come bar e tabacchi. Senza una proroga, la legge pugliese imporrà la chiusura di circa 700 punti gioco, dislocati al di sotto dei 500 metri dai punti sensibili.

I NUMERI: PER L’ERARIO DALLA PUGLIA 567 MILIONI DI EURO L’ANNO – Il settore del gioco fisico in Puglia genera una spesa complessiva annua da oltre un miliardo di euro, con una quota erariale da 567 milioni: è quanto risulta da una elaborazione di Agipronews su dati dei Monopoli di Stato relativi al gioco fisico per il primo semestre 2017 e proiettati per l’intero anno. Il comparto con la maggiore incidenza per spesa ed erario è quello degli apparecchi (slot e Vlt), che vale poco più della metà del totale: 548 milioni il margine lordo per gli operatori, da questo si preleva la quota per lo Stato che è pari a 308 milioni.

 

FONTE AGIPRONEWS