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Maurizio Ughi: “Discriminazione non legittima una rete illimitata per bookie non autorizzati”

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ROMA – Una discriminazione “vera o presunta” nella partecipazione ai bandi di gara per il mercato scommesse italiano non garantisce ai bookmaker non autorizzati “il diritto all’attivazione di un numero indefinito di negozi nel territorio italiano“. E’ quanto ribadisce Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, in risposta alle recenti dichiarazioni di Paolo Tavarelli, presidente di Federbet e John Whittaker, ceo di Stanleybet. Nello specifico, entrambi hanno più volte sottolineato il diritto a operare sul territorio italiano in virtù della discriminazione frutto del bando di gara Bersani. “Lo Stato italiano deve intervenire obbligando i negozi dei bookmaker transfrontalieri a cessare l’attività, oppure rinunci al monopolio sulle scommesse – dice ancora Ughi – Obiettivo 2016 chiarirà questo aspetto dinanzi al tribunale amministrativo”.