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Maurizio Ughi a LEGGO: “Così non si combatte il problema è solo un assist ai big del mercato”

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II divieto di spot nel “decreto dignità” toglie competitività ai club italiani già in crisi. Su Leggo di oggi l’intervista a Maurizio Ughi

Lei è stato presidente di Snai e praticamente ha visto nascere le scommesse sportive in Italia. Come giudica il decreto legge che stoppa le pubblicità al betting sotto qualsiasi forma?

«È un provvedimento fatto d’impulso, per far vedere alle persone che si sta facendo qualcosa contro l’abuso da giochi, ma così si combatte tutto tranne l’abuso. È un provvedimento da populisti, come questo governo si è dichiarato».

Secondo lei dov’è l’errore?

«Nel considerare il gioco dannoso in ogni sua forma, senza sforzarsi di fare un’analisi del settore. Le scommesse sono un divertimento in cui se spendi 100 si può riavere 80, a differenza per esempio del Luna Park dove per divertirti spendi 100 senza ritorno. Ma il problema è un altro e riguarda la regolarità del mercato».

Si spieghi meglio.

«Vietare le pubblicità dal 1° gennaio 2019 significa impedire a una nuova azienda di betting di farsi conoscere e conquistare clienti, a tutto vantaggio dei marchi già affermati. Può venire il dubbio che si voglia proteggere qualcuno, il che sarebbe totalmente incoerente con i principi sostenuti da Di Maio e i 5 Stelle».

Ma i sostenitori del decreto accomunano il gioco al vizio del fumo, quindi pazienza se non entreranno più nuove “marche” non crede?

«Chi fa questo abbinamento è totalmente incompetente. Il fumo è cancerogeno e fumare anche solo una sigaretta fa male, mentre piazzare una scommessa no. L’abuso deve essere difeso sul territorio, perché c’è gioco e gioco e il fenomeno può essere controllato».

Facile a dirsi. C’è chi ci si rovina no?

«Vede, esiste il gioco di abilità come le scommesse che prevede uno studio e non è ripetitivo. Poi ci sono i giochi di sorte, quelli che si giocano due-tre volte a settimana. E poi c’è il gioco d’azzardo, meccanico e i ripetitivo e quindi a maggior rischio per l’utente».

Mandi un messaggio Di Maio per convincerlo a rivedere le sue posizioni

«Onorevole Di Maio non prenda provvedimenti senza un tavolo di confronto dove poter analizzare la situazione e raggiungere la giusta sintesi, che tenga in considerazione tutti gli aspetti

Maurizio Ughi, 70 anni, di Lucca, è stato fondatore nel 1989 e presidente della Snai, azienda di gaming pioniera in Italia oggi diventata Snaitech e quotata in Borsa. Ughi, continua a gestire sale da gioco sparse nella “sua”Toscana .