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Giochi in lockdown, Ceotto (Fisascat Cisl): “Con il Governo confronto inesistente, urge dialogo o il settore si disgregherà”

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«Il confronto con le istituzioni è sempre più urgente, se non ci ascoltano devono sapere che il settore del gioco legale si disgregherà e non credo sia questa la loro strategia». Il segretario nazionale della Fisascat Cisl, Mirco Ceotto, fa il punto dopo gli ultimi provvedimenti governativi, che tra le misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica ha previsto lo stop di sale, corner scommesse e apparecchi in esercizi generalisti fino al 6 aprile prossimo. Un colpo durissimo per la rete fisica, ferma da quasi cinque mesi consecutivi e con prospettive di assoluta incertezza sulla ripresa delle attività. Uno scenario reso ancora più difficile dal silenzio assordante del Governo: «Abbiamo elaborato protocolli di sicurezza, inviato avvisi per chiedere un incontro, ma non abbiamo mai ricevuto risposta, né dall’Esecutivo guidato da Conte, né da quello di Draghi – spiega Ceotto ad Agipronews – Con l’arrivo del nuovo Governo non abbiamo ancora un interlocutore con il quale interfacciarci. Attendiamo la delega ufficiale» per il sottosegretario «che dovrà occuparsi del settore e invieremo un’ulteriore richiesta per un incontro. La nostra posizione rimane la stessa: il gioco è un comparto che per gestione dei contagi è molto attrezzato, ha procedure più “sostanziose” rispetto a ristoranti, bar o altri locali, a cui riteniamo di dover essere paragonati. Capiamo lo stop nelle zone rosse e arancioni, ma in quelle gialle ci sono dubbi». Lo scenario appare difficile anche dopo il passaggio in zona bianca della Sardegna: «Nonostante il miglioramento, le attività del settore rimangono chiuse, ed è un aspetto complicato perché ci fa pensare anche nelle future zone bianche sarà dura riaprire. Il rischio è che l’intero settore, che oggi occupa 150mila persone, si disgreghi». Nel frattempo il sindacato è al lavoro per perfezionare i protocolli di sicurezza già messi in atto negli ultimi mesi di attività. Anche dopo l’inizio della campagna di vaccinazioni, «puntiamo a migliorare le misure per i clienti più anziani e stiamo elaborando modelli che ci portino a questo obiettivo». Nonostante un lavoro costante sulla prevenzione «possiamo solo immaginare i motivi che impediscono al settore di ripartire – prosegue Ceotto – Ricordo bene alcune dichiarazioni di esponenti politici secondo i quali il settore potrebbe rimanere chiuso per sempre. La presa di posizione della politica rispetto al gioco è forte ed è difficile vedere punti di vista altrettanto forti che dicano il contrario. Questa impostazione mi preoccupa, ma ovviamente è un ragionamento solo nostro, perché non siamo riusciti a parlare con nessuno e quindi non sappiamo quali siano realmente le motivazioni». Ancora una volta Ceotto ribadisce che anche il settore del gioco «è consapevole del problema della ludopatia, ed è pacifico che vada risolto. Ma non si può combattere chiudendo il settore, perché se non si trova il gioco legale si gioca comunque sottobanco. Il rischio è di tornare indietro di 20 anni», conclude.  LL/Agipro

 

Fonte Agipronews

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