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Enada, Maurizio Ughi (Obiettivo 2016): Ridisegnare logica delle concessioni

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“Diciamo che nel momento della chiusura siamo stati in ‘rianimazione’; ora abbiamo la ‘riabilitazione’, che nelle agenzie è stata piuttosto rapida. Il cliente aspettava che si riaprisse, quindi l’accettazione del gioco non ha subito grosse flessioni rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente”.

Ad evidenziarlo è Maurizio Ughi di Obiettivo 2016, nel corso del convegno “Il nuovo volto del gaming e le nuove opportunità. Come cambia il mercato con le nuove leggi del Governo? Che impatto ha il divieto di pubblicità sul mercato italiano e quali sono le nuove strategie di marketing possibili?”, organizzato da GiocoNews nella giornata di apertura di Enada Rimini, mercoledì 30 settembre.

“Abbiamo tenuto botta, siamo andati abbastanza bene e anche l’affluenza è stata serena, nel rispetto delle normative per il contenimento del Covid, la gente aveva bisogno di svago ed è tornata da noi.
Il nuovo inizio è stato positivo anche se dobbiamo dire che la concorrenza dell’online poteva far pensare ad una ripresa più lenta, c’è stata soddisfazione per tutti e due, quando ha riaperto la rete fisica ha recuperato”, prosegue Ughi.

Poi Ughi mette in evidenza che durante il lockdown si sono alimentate le differenze fra concessionario e gestore: “il primo si è salvato più agevolmente, mentre il secondo è stato spesso in forte difficoltà.
Tre sono i soggetti da soddisfare: il cliente, il gestore e il concessionario.
Cosa pretende il cliente? Un’offerta di gioco completa, con palinsesti completi, un’accoglienza adeguata e sicura, con sistemi di accettazione che consentano la riservatezza del gioco e che il concessionario conceda di mettere in atto. A volte tutto ciò non è in linea con quello che il mercato vorrebbe.
Il gestore ha bisogno di una retribuzione per tenere aperta l’agenzia, i concessionari di vedere il ritorno dell’investimento fatto.
L’Amministrazione invece pretende la fede pubblica, la sicurezza pubblica e la remunerazione dello Stato; in questo momento dovrebbe anche cercare di far introdurre l’intelligenza artificiale nei sistemi di accoglienza per controllare la volontà e l’attitudine del cliente. Tutto questo dovrebbe entrare in sintesi anche nelle nuove gare. Bisognerebbe considerare che ora c’è un approccio diverso rispetto a quello che era stato immaginato nel 2015”.

Quindi Ughi evidenzia: “Le agenzie che hanno ripreso meglio l’attività sono quelle medio grandi dove il cliente può entrare con tranquillità e stare comodo. Va ridisegnata la logica delle concessioni: fra le più stabili ci sono quelle dei tabaccai con gestione diretta e singola, un modello che potrebbe essere preso ad esempio anche per le nuove gare di scommesse. L’esercente ha un diritto autonomo e poi è lui che sceglie il provider. Ciò potrebbe essere uno stimolo alla concorrenza, che ora non esiste più. Non c’è la ricerca per servire meglio il cliente nel punto vendita.
Forse nessuno dovrebbe avere più di 100 diritti, così si creerebbe la competizione e ognuno dovrebbe poter scegliere i propri provider e mettere in competizione i servizi. Le attuali ipotesi di concessione che sono girate in questi anni sono obsolete, non sono consone al momento attuale, devono essere riviste, e il mercato deve essere riorganizzato. C’è un sistema migliore per organizzarlo rispetto alle ipotesi delle gare girato fino a questo momento”.

 

Fonte gioconews