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Delega Fiscale: nella bozza di decreto stretta su slot machine, pubblicità e distanze da scuole e chiese

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ROMA – L’installazione delle slot machine consentita solo negli esercizi che hanno una superficie superiore a 20 metri quadrati, con un numero massimo di quattro apparecchi che dovranno essere posti in uno spazio separato: è una delle misure più significative contenute in una prima versione del decreto relativo all’articolo 14 sui giochi della delega fiscale, che dovrebbe arrivare – secondo quanto dichiarato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta nei giorni scorsi – entro la fine dell’anno.
DIVIETO PER SLOT MACHINE – Secondo quanto prevede la bozza che Agipronews ha potuto visionare, l’installazione di slot machine sarebbe vietata in ristoranti, stabilimenti balneari, alberghi, edicole e circoli privati. I bar o le tabaccherie che vorranno mantenere l’attività di gioco dovranno disporre di uno spazio dedicato, con porte che impediscano ai frequentatori dell’esercizio di accedere all’area delle slot, se non dimostrando la maggiore età e in ogni caso dietro autorizzazione del titolare. Ma non è tutto: il divieto si estenderebbe anche agli esercizi commerciali “i cui titolari non siano concessionari” o non legati contrattualmente a concessionari. Analogo discorso anche per i totem, inclusi quelli di nuova generazione (tablet, smartphone), terminali irregolari che consentono di giocare online su siti non autorizzati: i punti vendita non potrebbero mettere a disposizione dei giocatori le apparecchiature per giocare. Via libera invece alle “gaming hall”, sale gioco dedicate che potrebbero essere aperte – a certe condizioni – anche negli alberghi di lusso.
DISTANZE MINIME – L’eventuale introduzione delle distanze minime dei punti di offerta di gioco da luoghi sensibili (ovvero luoghi di culto e scuole) e le limitazioni orarie riguarderebbero le sale slot e VLT, le sale scommesse e le sale bingo, non i punti che offrono lotto, superenalotto, gratta e vinci e lotterie. Nel caso in cui il Comune introduca questi limiti, si deve assicurare che “non siano segregative e tali da non privare il concessionario di un bacino d’utenza sufficiente in proporzione agli investimenti da loro effettuati”. Le misure comunali limitative dell’offerta di gioco entrate in vigore prima del decreto cesserebbero di avere efficacia.
RAPPORTI STATO ED ENTI LOCALI – La bozza del decreto sottolinea che “Stato, Regioni ed enti locali operano in materia di giochi pubblici in base al principio di leale collaborazione”. Le Regioni e i Comuni dovrebbero quindi conformare “i rispettivi ordinamenti alle disposizioni del presente decreto, che costituiscono disposizione di coordinamento nazionale in materia di gioco, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale”.
PUBBLICITA’ – Sarebbe confermata anche una stretta sulla pubblicità: il decreto vieterebbe «la pubblicità di marchi e prodotti di giochi con vincite in denaro riferibili a soggetti non concessionari». I messaggi pubblicitari degli operatori autorizzati, invece, dovrebbero rispettare precise caratteristiche: non devono incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato, non devono negare i rischi del gioco, non devono rivolgersi ai minori, non devono suggerire l’idea che il gioco serva a risolvere problemi finanziari o personali o indurre a ritenere che il gioco contribuisca ad accrescere la propria autostima. La pubblicità del gioco resterebbe comunque vietata sui canali televisivi dedicati ai ragazzi, nella fascia oraria tra le 16 e le 19, durante i film o i programmi dedicati ai minori e sulle testate destinate a un pubblico infantile ed adolescenziale.
CRISI DEL CONCESSIONARIO – In caso di interruzione anticipata delle concessioni di gioco per le slot, la società può continuare ad operare per 90 giorni, mentre per lo stesso periodo di tempo le altre società concessionarie possono esercitare opzione di subentro, rispettando il limite massimo di concentrazione ammissibile. La norma sembra destinata soprattutto ai casi di default dei grandi concessionari di slot machine, ancora a giudizio presso la Corte dei Conti per la vicenda della maximulte.
CONTRASTO AL GIOCO ONLINE ILLEGALE – La bozza del decreto delegato, inoltre, istituisce anche “la Consulta permanente per l’individuazione e il costante aggiornamento di misure e interventi voli al contrasto del gioco online sui siti.com”.
FONDO ANTI-LUDOPATIA – Presso il ministero dell’Economia, poi, potrebbe essere istituito un Fondo finalizzato al contrasto del gioco patologico, alimentato da quota parte delle risorse erariali derivanti dai giochi, abbinate a modifiche mirate alla disciplina fiscale dei giochi e idonee a incrementare le risorse erariali.
LEGA IPPICA – La bozza del decreto illustra anche i requisiti necessari per l’iscrizione alla Lega Ippica per allevatori, proprietari e società di gestione degli ippodromi, oltre ai principi fondamentali dello statuto. La Lega Ippica dovrebbe poi provvedere alla definizione del calendario degli avvenimenti ippici, alla gestione del fondo annuale di dotazione per lo sviluppo e la promozione del settore ippico, alla gestione delle banche dati relative ai cavalli, alla regolarità delle corse, ai rapporti con i concessionari e con gli organismi ippici internazionali. Inoltre con il decreto delegato sarebbero disciplinati anche l’unificazione dei totalizzatori nazionali, il payout tra il 74 e il 76%, il riordino del prelievo sulla raccolta delle scommesse su eventi ippici e la quota destinata alla Lega Ippica.
Fonte Agipronews