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Delega fiscale, bozza decreto giochi: abolita licenza di polizia, Monopoli diventano sportello unico

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ROMA – Cambia il regime di autorizzazione per le sale da gioco: è quanto si legge nella nuova bozza del decreto sui giochi – previsto dalla legge di delega fiscale – che Agipronews ha potuto visionare e che il Governo dovrebbe presentare entro poche settimane al Consiglio dei Ministri.

SCOMPARE L’AUTORIZZAZIONE DI POLIZIA – Una delle novità contenute nell’ultima bozza del decreto è la soppressione dell’articolo 88 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, che prevedeva il rilascio dell’autorizzazione di polizia da parte della Questure soltanto per chi aveva la concessione ministeriale. «L’esercizio dell’attività di offerta dei giochi pubblici – si legge nel testo – presuppone il conseguimento della concessione rilasciata dall’Agenzia, nonché di una apposita autorizzazione rilasciata dalla stessa Agenzia agli operatori autorizzati». Questa nuova autorizzazione non potrà essere rilasciata ai soggetti che non siano in possesso dei requisiti soggettivi previsti dagli articoli 11, 12, 92 e 131 del Tulps (condanne superiori a tre anni, ammonizioni sicurezza, condanne per reati contro moralità, gioco azzardo, alcolismo) e dalla normativa antimafia e per il rilascio di tale autorizzazione «l’Agenzia chiede al questore competente per territorio un nulla-osta attestante la sussistenza dei requisiti» e «l’adeguatezza dei locali utilizzati sotto l’esclusivo profilo della sicurezza pubblica». In questo modo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli diventa, così, uno «sportello unico» e trasmette «la richiesta del nulla osta» alla questura competente «con modalità informatiche». Il questore rilascia il nulla osta trasmettendolo alla Agenzia «con modalità informatiche nel termine di sessanta giorni e, in caso di diniego, ne dà comunicazione anche all’interessato». «Qualora accerti il venir meno di taluno dei requisiti soggettivi richiesti per il rilascio del nulla osta», il questore può revocare i «provvedimenti di sua competenza, dandone comunicazione all’Agenzia, che dispone la revoca della propria autorizzazione».

PRELIEVO SUL LOTTO E TASSA SULLA FORTUNA – La bozza del decreto specifica anche che «sull’importo delle vincite fino a euro 500 conseguite dai giochi del lotto è dovuta una imposta sostitutiva di qualsiasi altro prelievo, anche tributario, nella misura del 6%». Confermato l’innalzamento della “Win tax” all’8 per cento per Videolotteries, Lotto, SuperEnalotto e Gratta e Vinci.

CAMPAGNE INFORMATIVE – I concessionari dei giochi pubblici – si legge nella bozza – impiegheranno annualmente «una somma pari all’0,5% (non più lo 0,1% come stabilito in precedenza, ndr) della raccolta per campagne informative, ovvero per iniziative di comunicazione responsabile».

OSSERVATORIO – «Al fine del monitoraggio della dipendenza dal gioco e dell’efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese», l’osservatorio istituito dal decreto Balduzzi «è trasferito al Ministero della salute». Inoltre un decreto interministeriale del Ministro della salute e del Ministro dell’economia e delle finanze rideterminerà «la composizione dell’osservatorio, assicurando la presenza di esperti in materia, di rappresentanti delle regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni operanti nel settore, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

VINCITE ALL’ESTERO – La bozza del decreto giochi della delega conferma la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulle vincite corrisposte da case da gioco autorizzate negli Stati membri dell’Unione europea che «non concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta». Via libera quindi ai giocatori professionisti di poker, che possono partecipare a tornei internazionali senza il timore di azioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate.

ESERCIZIO ABUSIVO DI SCOMMESSA – Giro di vite sulle sanzioni per chi gestisce il gioco senza il permesso dello Stato. La bozza del decreto giochi chiarisce che l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, in mancanza delle prescritte concessioni o autorizzazioni rilasciate dallo Stato, «è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 20 mila a 50 mila euro. La stessa pena è applicata a chiunque, privo della suddette concessioni o autorizzazioni, svolge in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l’accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettati in Italia o all’estero».

Fonte Agipronews