Maurizio Ughi_Obiettivo2016

CORONAVIRUS: UGHI (OBIETTIVO 2016) ALL’ADNKRONOS, ‘MAI STATA VISIONE CONCORDATA E STRUTTURATA PER SETTORE GIOCHI’

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“Il problema è che il presidente Conte, per tutti gli altri settori, ha ricevuto e ascoltato le varie Confindustria o Confcommercio e così via che, di fatto, sono associazioni ‘controparti’. Nel caso specifico delle scommesse c’è un regolatore che è lo Stato, con l’agenzia Dogane e Monopoli. Io allora chiederei in modo preliminare all’agenzia Dogane tutti i dati di rischio e di affollamento, per poi consegnarli a Conte, in modo che lui possa fare la giusta sintesi”. È quanto afferma all’Adnkronos Maurizio Ughi, presidente di Obiettivo 2016, commentando l’ulteriore stretta comunicata dal presidente Conte sulla chiusura dei corner adibiti ad attività di gioco e scommesse. “Ho invece il terrore – prosegue Ughi – che i dati vengano analizzati in modo più superficiale. Siccome c’è un soggetto dello stato mi piacerebbe sapere dal premier se il soggetto sia stato preventivamente consultato e se questo soggetto abbia fornito i propri pareri, in modo che il premier li abbia poi considerati”. “Il problema dei corner – spiega il presidente di Obiettivo 2016 – si è venuto a creare perché in questi giorni i 5.700 negozi di scommesse chiusi hanno dovuto far riversare clienti in una rete di 2.500/3.000 corner circa, dove i clienti hanno creato file e assembramenti. Perciò questi luoghi hanno generato l’attenzione da parte dell’opinione pubblica. Perciò se la chiusura dei corner è avvenuta per non creare assembramenti lo dobbiamo accettare obtorto collo, mi dispiace solo che non ci sia mai stata una visione concordata e ben strutturata con una strategia precisa per il settore dei giochi”. Poi, aggiunge, “c’è il fatto che non si sia determinato nulla in merito alle partite di calcio, mentre i negozi di gioco che potevano essere a servizio del calcio sono stati chiusi. È molto strano, durante le partite si sono registrati ormai tanti giocatori positivi ma malgrado questo le partite sono andate avanti. Consideriamo che ormai le partite sono abbinate al ticket di scommessa, sono entrate abbastanza nel costume della gente. C’è qualcosa che non va di pari passo”, conclude Ughi.

FONTE ADNKRONS