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Conferenza stampa Draghi, Coronavirus: “La decisione sulle riaperture dipende dai dati. No a zone gialle fino al 30 aprile”

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«È desiderabile riaprire, ma la decisione dipende esclusivamente dai dati a disposizione». Lo ha detto il premier Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa convocata al termine della cabina di regia di questa mattina, rispondendo a una domanda sulle affermazioni del leader della Lega, Matteo Salvini, sul fatto che non sia pensabile tenere il Paese ancora chiuso ad aprile. «Gli scorsi mesi hanno dimostrato che queste misure non sono campate per aria», ha ribadito. Sulla possibilità di prorogare lo stato di emergenza, che scade a fine aprile, «non ne abbiamo discusso», ha sottolineato. «Non abbiamo discusso neanche dell’entità dello scostamento di bilancio», che dovrebbe essere «verso metà aprile».

 

Niente zone gialle in Italia fino al 30 aprile: i ristoranti e i bar restano chiusi (saranno consentiti solo asporto e consegna a domicilio), non riprenderanno l’attività neanche cinema, teatri, palestre e sale giochi. L’unica novità dovrebbe riguardare il ritorno in classe fino alla prima media anche in zona rossa, per il resto dovrebbero essere confermate tutte le restrizioni. Sarebbero queste le indicazioni emerse dalla cabina di regia di questa mattina a cui hanno partecipato, oltre al premier Mario Draghi, i ministri Speranza, Franco, Giorgetti, Patuanelli e Gelmini e i membri del Cts, Silvio Brusaferro e Franco Locatelli. Secondo quanto riportano fonti di governo citate dall’Ansa, il margine consentito dalla curva epidemiologica per le riaperture è stato “investito” tutto sulla scuola: per il resto prevarrà, fino a fine aprile la linea dura. Per tutte le attività chiuse – secondo quanto confermato nella riunione – arriveranno nuovi rimborsi e sostegni, finanziati dalla richiesta di un nuovo scostamento di bilancio intorno al 10 aprile.
 

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