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Clemente (Uif): “Nel 2020 -11% di segnalazioni dai giochi, ma l’emergenza sanitaria ha favorito l’illegalità”

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Gli alert antiriciclaggio relativi al settore giochi hanno registrato nel 2020 «una complessiva contrazione (-11% rispetto al 2019) attribuibile alle misure restrittive imposte per la gestione dell’emergenza». È quanto emerge dalla relazione “Prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria” di Claudio Clemente, direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, depositata nell’audizione in Commissione parlamentare antimafia e pubblicata oggi sul portale della UIF. Il calo «ha interessato gli operatori tradizionali dei comparti slot machine, videolottery e sale bingo, a fronte di un aumento di segnalazioni riferite al gioco online (+67%)», si legge. Le difficoltà degli operatori abilitati, però, «hanno ampliato le opportunità di esercizio illegale o abusivo delle attività». Più in generale, ricorda Clemente, la disciplina antiriciclaggio «è stata interessata direttamente da modifiche apportate dal cosiddetto Decreto Semplificazioni, al fine di favorire i processi telematici di acquisizione della clientela». In caso di operatività a distanza, «l’identità è verificata sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente, a prescindere dal riscontro di un documento di riconoscimento. Sono state inoltre ampliate le forme di identità digitale consentite per l’identificazione a distanza». Novità «da valutare positivamente perché consentono di operare in modo più agevole nel contesto delle attuali misure di distanziamento sociale». Secondo Clemente occorre comunque «evitare che tali semplificazioni possano agevolare la distribuzione nel nostro Paese di servizi e strumenti di pagamento, anche accessori al gioco on line, che ostacolano o rendono artificiosamente più oneroso il tracciamento delle operazioni nell’ambito di indagini finanziarie o investigative».  LL/Agipro