ippodromo capannelle

Chiusura Capannelle, Ughi (Obiettivo 2016): “Lo stop colpo grave per l’ippica e per Roma, così l’ippodromo perde valore”

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×

Lo stop delle corse a Capannelle «è un colpo molto grave per l’ippica». Maurizio Ughi – amministratore unico di Obiettivo 2016 e storico esponente del settore – commenta la decisione di Hippogroup Roma di non avviare l’attività di corse nel 2019. Una decisione presa in seguito alla posizione assunta da Roma Capitale, che ha deciso di riportare il canone annuo a 2,3 milioni di euro, richiesta di molto superiore ai 66 mila euro previsti dall’accordo stipulato con la vecchia giunta. «Parliamo della chiusura di un impianto nevralgico per il settore. Nel periodo invernale, insieme all’ippodromo di Pisa, Capannelle trascina l’attività di galoppo, che a sua volta regge la raccolta di gioco», spiega Ughi ad Agipronews. A Roma, secondo l’amministratore di Obiettivo 2016, «vengono disputate le corse storicamente più belle, con i cavalli migliori. È un ulteriore danno per il settore, ma non solo, perché anche il Comune non ne trarrà beneficio. La messa a gara per la gestione dell’ippodromo perderà valore se l’impianto non è più attivo, senza contare che tutto il know-how, le attrezzature, le maestranze e i contatti con il Mipaaft per l’organizzazione delle corse, dovrà ripartire da capo». Un rischio concreto, visto che Hippogroup «non ha la possibilità di pagare quella cifra. Anche in situazione di normalità di cassa, il primo obbligo è il pagamento dei dipendenti, poi vengono i fornitori. Le decisioni del Comune, che è anche il proprietario dell’impianto, dovrebbero essere prese nel segno della continuità; al contrario, la pretesa di avere soldi da una società che non li ha e non li può produrre metterebbe la società stessa in situazione di insolvenza e butterebbe al macero uno dei motivi di lustro della città».

 

FONTE AGIPRONEWS